Nel maestoso edificio di Palazzo Reale, a Milano, fino all’11 gennaio è presente l’esposizione di trecento lavori di Radnitzky
Si chiude a Milano l’11 gennaio l’esposizione di 300 opere di Man Ray nelle sale di Palazzo Reale, dal sottotitolo, Forme di luce. Man Ray, “Uomo – Raggio di luce”, è lo pseudonimo che si era dato Emmanuel Radnitzky quando stava ancora negli Stati Uniti dove era nato nel 1890 da genitori ebrei scappati dai pogrom russi. Ebreo anche Alfred Stieglitz, ma di ricca famiglia tedesca, pioniere della fotografia artistica separata dal reportage; maestro di Man Ray, più anziano di lui di 26 anni, da quando il ventenne Emmanuel lascia Philadelphia per la galleria newyorkese. Stieglitz è una figura fondamentale per la fotografia mondiale e per l’arte americana perché grazie alle sue attività editoriali e alle numerose gallerie dirette è stato un punto di contatto tra gli artisti del nuovo continente e quelli europei e un ottimo divulgatore per il grande pubblico a cui ha raccontato, con grande efficacia, il movimento delle avanguardie artistiche.

Emmanuel esalta la lezione di Stieglitz e va oltre nella sua vita e nelle sue opere: oltre ai generi, oltre gli schemi, oltre l’oceano. Nel 1921 a Parigi si lega e lega la sua arte ai surrealisti. La foto Le Violon d’Ingres ritrae la sua musa Alice Prin, cantante e modella conosciuta come Kiki De Montparnasse, con le chiavi di violino sul corpo nudo. E’ l’inizio di un percorso artistico fatto di tecniche innovative come la rayografia o la solarizzazione. Foto ironiche o spettrali e poi foto di moda e cinema, pietre miliari dell’avanguardia europea. Non solo foto. Man Ray gioca con l’arte e costruisce oggetti irriverenti, prende in giro l’osservatore con il suo ferro da stiro con i chiodi. Una provocazione non violenta. Non è aggressivo il suo autoritratto, non è violento il volto di una donna che piange. Man Ray non denuncia, illustra, spinge a guardare al di là del ritratto, dell’oggetto modificato dalla sua fantasia, dalla sua ricerca. Nelle sue opere si cade in una rete di incontri, di tendenze; non ci sono barriere, non ci sono confini. Non cerca consensi ma contatti, oltre i corpi delle sue donne, mogli, modelle, amiche. Visionario e simbolista, un uomo libero. Dopo un decennio a New York, nel 1951 torna definitivamente a Parigi dove muore a 86 anni, nel 1976.
Info
Comune di Milano – Cultura | Palazzo Reale | Silvana Editoriale
A cura di Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca
Orario
Da martedì a domenica ore 10:00-19:30,
giovedì chiusura alle 22.30.
Ultimo ingresso un’ora prima.
Lunedì chiuso.
Biglietti
Open: € 17
Intero: € 15
Ridotto: da € 13 a € 10
Scuole: € 6
Famiglie: 1 o 2 adulti € 10 /
da 6 a 14 anni € 6
Audioguida inclusa (ove prevista), prevendita esclusa
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Biglietto a data fissa
Biglietto open
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INFO:
palazzorealemilano.it
