Arriva nelle sale “La tempesta”, il film diretto da Scordio insieme con Tamburini. Nel cast figura anche l’attore Quillico scomparso in questi giorni, che ha dato un’ulteriore piega emotiva alla visione del film
“È uno Shakespeare inedito per il cinema: conserva il testo originale, seppur ridotto a un’ora e mezza, ma lo propone in una forma nuova. L’auspicio è che riesca a coinvolgere soprattutto i giovani e il mondo della scuola”. Arriva nelle sale ( con un’anteprima a Milano dal 24 al 29 aprile allo Spazio Tertulliano, il 13 maggio a San Donato Milanese, il 21 maggio a Como) La tempesta, il film diretto da Giuseppe Scordio insieme ad Attilio Tamburini (con il cortometraggio autoprodotto Usignolo vince nel 2022 all’Innovation Film Festival il premio Rai Cinema Channel), su sceneggiatura dello stesso Scordio, che propone una suggestiva rilettura dell’ultimo capolavoro di William Shakespeare (scritta e rappresentata per la prima volta nel 1611): potente riflessione sulla magìa del teatro e la fragilità della vita umana (“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e la nostra piccola vita è circondata da un sonno”). Il dramma è ambientato su un’isola sperduta del Mediterraneo, qui vive con la figlia Miranda, il Mago Prospero, un tempo duca di Milano, spodestato ed esiliato dal fratello usurpatore Antonio aiutato da Alonso, re di Napoli. Con l’aiuto di Ariel, uno spirito dell’aria al suo servizio, Prospero scatena con i suoi incantesimi una violenta tempesta, in modo che la nave su cui viaggiano i suoi nemici e il loro seguito possa naufragare sull’isola. Alcuni tramano ancora, altri si pentono delle ingiustizie commesse. Intanto nasce l’amore tra Miranda e Ferdinando, il figlio del re di Napoli. Nonostante il potere di Prospero, sarà il perdono — non la magia — a garantire i lieto fine.

Il progetto, prodotto da IBeHuman e Spazio Tertulliano, si distingue per la sua originalità: è stato infatti realizzato interamente durante l’emergenza Coronavirus, nel pieno dei lock down, tra distanziamenti e mascherine. “Gli artisti dello spettacolo, come molti lavoratori, hanno pagato un prezzo altissimo a causa delle prolungata chiusura di teatri e sale cinematografiche in Italia. Da quel silenzio e da quell’isolamento forzato è nato il film, quale risposta creativa a una condizione imposta, scaturita da un’esigenza profonda e irrinunciabile di continuare a creare: un autentico atto di resistenza artistica”, ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Giuseppe Scordio, attore, regista, direttore artistico e fondatore del Teatro Spazio Tertulliano, per lungo tempo assistente e collaboratore di Giulio Bosetti al Teatro Carcano di Milano.
Il film restituisce con intensità quella ferita. La produzione ha optato per l’isola di Ischia come set: svuotata dal turismo, ha donato al film un’atmosfera autentica, impossibile da ricreare in uno studio. Ischia si trasforma in un’isola arcaica, selvaggia e quasi incantata, sospesa fuori dal tempo: rocce aspre, grotte, mare aperto, cielo in continuo mutamento e acque cristalline. L’isola diventa il luogo ideale per mettere a nudo i sentimenti: il tradimento, il perdono, l’amore, la gioia la gioia, la tristezza. Gli elementi architettonici sono pochissimi, essenziali e spogli. La natura domina lo spazio e se ne riappropria completamente. L’isola non si limita a fare da sfondo, ma diventa un vero palcoscenico naturale, come se partecipasse attivamente all’azione teatrale. Uccelli, vento e acqua compongono una colonna sonora costante, alla quale si intreccia una musica attentamente costruita da Franco Paravicini ed Ekaterina Shelehova, con la partecipazione di Clara Zucchetti.

L’isolamento di Prospero e Miranda, già centrale nell’opera di Shakespeare, trova qui una risonanza ulteriore con quello vissuto durante la pandemia di Covid-19. E al contempo, l’isola diventa un rifugio simbolico in cui l’arte può continuare a esistere e a interrogare il presente. Il film mantiene una forte matrice teatrale, più vicino al teatro filmato che al cinema commerciale, lavorando sulla centralità della parola. Dal punto di vista cinematografico, l’attenzione all’inquadratura è costante. Gli attori, provenienti da una solida formazione teatrale, si confrontano con un registro espressivo che sostiene il peso di un linguaggio evocativo e immaginifico, senza irrigidirlo nel registro aulico e nell’enfasi manieristica.
Scordio, nei panni di Prospero, con distaccata saggezza osserva e orchestra gli eventi, in modo da restare sempre padrone della situazione, quasi da regista che dirige una scena, ben consapevole che il palcoscenico è sempre una zattera in tempesta. Zoe Pernici, attrice cresciuta alla Scuola di Teatro Paolo Grassi a Milano, dà corpo e voce all’etereo spiritello Ariel, Jasmine Monti è una Miranda con ingenuità e candore, Alberto Baraghini è Calibano, Gonzalo Alberto Mancioppi è Alonso, Stefano Annoni è Ferdinando, Enzo Giraldo è Antonio, Gustavo La Volpe è Sebastiano, Maddalena Scordio è Miranda bambina. Nel cast, figura Gianni Quillico, nella parte di Gonzalo, presenza autorevole del teatro italiano e voce inconfondibile del doppiaggi. La sua scomparsa, avvenuta proprio in questi giorni, aggiunge un’ulteriore nota di commozione al film
Ancora una volta questa Tempesta ha dimostrato quanto i classici possano entrare in risonanza con la nostra attualità. E si riscopre una delle più alte espressioni poetiche del Bardo, affidata alla voce di Prospero nel momento culminante dell’opera: «Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni». È una dichiarazione di fragilità e di potenza insieme: i sogni, impalpabili e cangianti, talora irraggiungibili, sono nondimeno la forza che ci anima e ci trasfigura. Siamo, in ultima analisi, anche la trama delle nostre visioni, nel breve e pur incantato arco della nostra esistenza.
