Panorama da Villa Rezzola da cui si intravedono la Palmaria, il Tino e Tinetto

Patrimonio del Fai, si chiama Villa Rezzola, con il suo bel giardino e il suo bellissimo panorama. Un posto completamente ristrutturato, che ottenne nel 1951 il vincolo paesaggistico cui seguì nel 2000 anche quello monumentale

“Il mio giardino è il mio più bel capolavoro”. Claude Monet

Dalla mitologia greca alla simbologia orientale, il giardino è da sempre considerato luogo di contemplazione e meditazione. Più di un semplice luogo verde dove risanare le forze logorate dal frastuono della vita moderna, il giardino rappresenta anche la cultura, la visione del mondo e la relazione tra l’uomo e il suo ambiente.

L’acciottolato di Villa Rezzola

Poeti, letterati e artisti nel Levante Ligure

E’ nel golfo dei Poeti che si trova Villa Rezzola, patrimonio del Fai e quasi completamente ristrutturata compreso il meraviglioso giardino, pronta per essere visitata. Il contesto paesaggistico dove si inserisce la Villa è quello del golfo denominato “dei poeti” per aver accolto numerosi poeti, artisti e intellettuali che qui vi soggiornarono come la scrittrice Mary e il poeta e marito Percy Bysshe Shelley. I Shelley furono i primi inglesi che si insediarono nel Levante Ligure desiderosi di vivere una vita anticonformista lontana dalle beghe legali ed economiche e dalle convenzioni sociali. Le scogliere interne a picco sul mare, i territori selvaggi, in seguito addomesticati dall’uomo in vigneti e ulivi posti a terrazzamento e i numerosi borghi sulla collina, oltreché la natura incontaminata e la salubrità dell’ambiente, colpirono positivamente la coppia inglese che qui soggiornò a lungo nella casa prospiciente al mare nell’attuale paese di San Terenzo. Le caratteristiche botaniche e paesaggistiche del luogo ne fanno un piccolo paradiso terrestre e luogo di profonda contemplazione. Sono tanti gli artisti, poeti e intellettuali che soggiornarono in questa parte di costa ligure, i più celebri oltreché gli Shelley sono George Sand, Wilhem Turner, e gli italiani Antonio Fontanesi, Mario Soldati e altri ancora numerosi.

Un percorso nel giardino di Villa Rezzola

La storia di Villa Rezzola

La particolare conformazione olografica della Liguria aveva dato fin dal medioevo la possibilità di erigere case agricole e ville giardino che sfruttava i vantaggi espositivi e climatici del territorio. Villa Rezzola era già dal ‘500 una casa a uso agricolo. Dai documenti storici, probabilmente esisteva qui già dal medioevo una torre medievale di avvistamento che era parte di un sistema difensivo che comprendeva anche il castello di Lerici e serviva come difesa dalle incursioni saracene provenienti dal mare. La proprietà si estendeva, oltre a quello che oggi è visitabile, in alto sulla collina adiacente, per coltivare aranceti e altri alberi da frutto. Nel 1900 William Percy ed Helen Cochrane acquistarono Villa Rezzola e la trasformarono in una tipica residenza di villeggiatura inglese con giardino terrazzato. Il giardino all’inglese si impose all’inizio del ‘700, diversamente da quello francese classico e più simmetrico, era caratterizzato da elementi che dovevano essere mantenuti selvaggi anche se studiati in modo preciso e armonioso. Dalla simmetria alla asimmetria dalle linee rette a quelle sinuose. Nel tipico progetto di giardino all’inglese i Cochrane mantengono così diversi elementi strutturali della tradizione Ligure: muri a secco, pergolati, terrazzamenti, cisterne e i tipici mosaici acciottolati utilizzati anche nelle ville genovesi. Fecero progettare un complesso sistema idraulico costituito da piccole fontane, laghetti e cisterne per accumulare l’acqua piovana per rendere il giardino sostenibile con sistemi di capstazione dalle sorgenti e di accantonamento dell’acqua che erano già patrimonio della cultura ligure.

Lo studiolo all’interno di Villa Rezzola

Infine gli inglesi portarono in questo luogo molte piante esotiche che derivavano dalle loro conquiste coloniali e non potevano essere ben acclimatate in Inghilterra. Per questo anche Villa Rezzola è circondata da specie esotiche, agrumi, palme, cipressi e altre specie vegetali che si mescolano al paesaggio tradizionale di uliveti e viti.

I nuovi proprietari italiani

Il salotto

La contessa Mara Braida Carnevale acquistò Villa Rezzola dai proprietari inglesi e visse qui con la figlia Pupa che in seguito trascorse con il marito gli ultimi anni della sua vita. La nuova proprietaria, amante della botanica, pur rispettando la struttura del giardino all’inglese diede in alcune zone un’impronta personale introducendo altre piante, i glicini bianchi e viola, l’agapanto, l’iris. Inoltre inserì fiori da taglio e piante aromatiche. Unico problema diventò, in seguito, la componente arborea. Lasciata  libera di svilupparsi in modo consistente e incontrollato divenne un problema tra spazi chiusi e aree aperte. Lo schermo sempre verde occludeva lo spazio verso il mare e l’ombra e l’umidità divenne un elemento imperante. Il Fai ha dovuto ripristinare l’equilibrio arboreo che ha riequilibrato la luce e l’ombra come era in origine nel progetto inglese dei coniugi Cochrane. La villa era anche dotata di una serra per l’attività di floricultura avviata dagli inglesi. Le nuove proprietarie preservarono la serra, il semenzario, e l’ombrario per la produzione di fiori e piante destinate al giardino e visitabili ancora oggi.

Fronte Villa Rezzola

Per finire, la particolare posizione di Villa Rezzola sul pendio naturale prospicente il golfo della Spezia richiamò l’interesse delle Sovrintendenze regionali e statali. Per questo, il sito ottenne nel 1951 il vincolo paesistico cui seguì nel 2000 anche quello monumentale. Inoltre la sovrintendenza sottolineò un duplice valore del sito, quello di giardino botanico e quello delle scenografie degli assi e viali rettilinei tipico del giardino all’italiana.

Nel 2001 la proprietaria, Pupa Carnevale Miniati, identificò nel Fai (Fondo ambiente italiano)  il fondo ideale per continuare a valorizzare la villa per la visione di tutti.

Il pergolato

In auto

Da La Spezia/Milano A15 uscita Sarzana, segui per Lerici → Pugliola.

Circa 2h 50 da Milano. Da La Spezia Centrale sono 20 min

Parcheggio: La villa NON ha parcheggio proprio. A luglio ti consiglio 2 opzioni: 5834

Navetta gratuita FAI: Lasci l’auto al Park San Terenzo

e prendi la navetta ogni 30 min.

Attiva nei giorni di apertura.

Parcheggio Pugliola: Piccolo parcheggio a pagamento 100 m prima dell’ingresso, Via Militare.

Orari

Apertura- mer-dom 10:00-18:00

Apertura anche l’1 maggio dalle 10.00 alle 18.00

Solo piano terra visitabil e giardino 1,5 ettari su 4.

Biglietto 10€ adulto.

Prenota online su http://fondoambiente.it.

A piedi / Trekking

Da Lerici centro a Villa Rezzola ∼2,5 km, 40-50 min in salita.

Percorso più bello – sentiero AVG n.460/450

Parti dal lungomare di Lerici, sali verso Barcola/Solaro seguendo il sentiero 4602. Arrivi a Pugliola in ∼50 min

Da Pugliola prosegui su Via Militare 10 min e sei a Villa Rezzola

Di Marcella Baldassini

Grafico editoriale e giornalista professionista iscritta all’Ordine nel 1994. Ho curato la veste grafica per numerose riviste di arredamento (Domus, Gioia Casa, Spazio Casa) e settimanali femminili di attualità, gossip e benessere (Gente, Vitality). Da sempre appassionata d’arte, design, e psicologia. Ho lavorato, inoltre, con l’Editoriale Domus, Rusconi Editore - Hearst, Editoriale Jackson e in varie agenzie di pubblicità come visual. Ho collaborato anche con ultimaparola.net e stadio5.it

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