Il Giardino delle Esperidi, festival giunto alla XXII edizione

“Il Giardino delle Esperidi” irrompe, dal 27 giugno al 5 luglio, con la XXII edizione; paesaggi da attraversare e riscoprire a piedi, camminando tra natura e performance

Torna il Giardino delle Esperidi, da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio, giunto alla sua XXII edizione.  Organizzato da Campsirago Residenza con la direzione artistica di Michele Losi, porta spettacoli, performance, concerti, pratiche zen,  a contatto con la natura, dall’alba al tramonto.

Un’altra Medea

ll nome “Il Giardino delle Esperidi” richiama le ninfe della mitologia greca che custodivano un giardino leggendario, luogo di bellezza e meraviglia dove crescevano i frutti d’oro. Il festival riprende questa immagine mitologica per trasformarla in esperienza contemporanea: il “giardino” è il paesaggio stesso della Brianza, da attraversare  e riscoprire a piedi, camminando tra natura e performance. Il pubblico non si limita a raggiungere i luoghi: il cammino è parte integrante dell’esperienza, una pratica percettiva e narrativa. Sii attraversano a piedi boschi, sentieri, cascine e borghi e ogni spostamento diventa un momento del festival:  si cammina insieme, si guarda, si ascolta. Le performance artistiche — teatro, danza, musica — si inseriscono in questo flusso, emergendo lungo il percorso  come presenze che dialogano con il contesto naturale e umano, trasformando ogni passaggio in un’esperienza condivisa. Dall’alba al tramonto, passo dopo passo, il pubblico diventa parte di una comunità in cammino.

Una panoramica di Campsirago (Credit Alessandro Bigatti)

Cuore del festival è Palazzo Gambassi − sede di Campsirago Residenza − nel borgo medievale di Campsirago (comune di Colle Brianza): un palazzo del XV secolo, a 700 metri d’altezza, immerso nei boschi di castagno e robinia.  Gli spettacoli dell’edizione 2026 vanno in scena anche nell’incantevole borgo di Mondonico del comune di Olgiate Molgora, a Villa Sirtori di Olginate, nel piccolo comune di Ello, nel meraviglioso paesaggio dell’antica cascina di Figina, nei Giardini di Villa Bertarelli per concludersi nella suggestiva Chiesa di San Michele al Monte Barro (Galbiate), rimasta “a cielo aperto” dopo il crollo del tetto nel 1939.

Due grandi eventi speciali: La notte di Ecate nella notte di luna piena del 30 giugno: ispirata all’immaginario di Ecate, dea associata agli spazi liminali, agli incroci, alle soglie e agli spiriti notturni, si configura come un articolato percorso dal tramonto all’alba in cui natura, teatro e danza si intrecciano in una drammaturgia diffusa. Errando per antiche vie, a chiusura del festival il 5 luglio è invece un cammino performativo di 16 ore dall’alba al tramonto, che attraversa sette luoghi tra il borgo di Mondonico e il Monte Barro, passando per la dorsale del Monte di Brianza e che unisce pratiche zen con il monaco giapponese Seigaku.

Spazio anche alla musica con i concerti del Diletta Longhi Uranik Project (28 giugno) e di Giuseppe Di Bella (4 e 5 luglio). Sono inoltre in programma le visite guidate nel bosco alle due opere di land art digitale di Campsirago Residenza: Il sentiero delle acque, un percorso poetico, drammaturgico e sonoro alla scoperta della storia, della fauna e della flora selvatica dell’antico sentiero romanico che unisce il borgo di Mondonico a quello di Campsirago, e Il sentiero di Giano, un itinerario artistico che valorizza il sentiero tra Palazzo Gambassi e l’affascinante Eremo del San Genesio (28 giugno, 3 e 4 luglio).

Info: www.ilgiardinodelleesperidifestival.it

Di Cristina Tirinzoni

Giornalista professionista e critico teatrale ha cominciato a scrivere per testate femminili (Donna Moderna, Club 3, Effe, Donna in salute). E' stata poi per lungo tempo redattore del mensile Vitality e del mensile Psychologies magazine e Cosmopolitan, occupandosi di attualità, cultura, psicologia. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Di Parole e Silenzio (Genesi editore, 2026) Come un taglio nel paesaggio (Genesi editore, 2014) e Sia pure il tempo di un istante (Neos edizioni, 2010).

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