Valentina (foto Jean Louis Fernandez)

Prende il via al Piccolo la terza edizione al Festival internazionale di teatro “Presente Indicativo”. Fino al 30 maggio l’evento offrirà una mappa delle nuove scritture sceniche e delle principali tendenze del teatro europeo. E si guarda già al 2027 per l’ottantesimo anniversario del prestigioso palcoscenico meneghino

“Milano crocevia” è il nuovo capitolo del Festival internazionale di teatro “Presente Indicativo”, giunto alla sua terza edizione e ideato nel 2022 da Claudio Longhi, quest’anno presentato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promosso dal Piccolo Teatro di MilanoTeatro d’Europa. Si svolgerà dal 14 al 30 maggio, proponendo un programma di appuntamenti e iniziative dedicati al teatro contemporaneo internazionale, offrendo una mappa delle nuove scritture sceniche e delle principali tendenze del teatro europeo, in dialogo con le principali rassegne del continente, dal Festival d’Avignon alla Ruhrtriennale, dal FIND Festival Berlin a Romaeuropa Festival fino alle Wiener Festwochen.

Rosas Brel (foto Anne Van Aeschot)

Come ha dichiarato il direttore artistico Claudio Longhi, Milano  è crocevia di traiettorie creative, visioni, sogni e confronti, uno spazio di incontri e differenze per raccontare insieme il nostro tempo. Un crocevia d’Europa, nodo di transiti, culture e lingue, capace di raccogliere e far dialogare le molteplici esperienze artistiche che si irradiano verso Milano e da Milano verso il mondo. “Proprio qui, a Milano, trivio di angoli, orizzonti e vedute, quadrivio di compagni di viaggio e maestri, amici e passanti, si intreccia un arazzo multicolore del nostro tempo, la cui prima ricchezza è la varietà, ma che affonda le proprie radici in un linguaggio comune e basilare, scandito da parole ‘d’inciampo’ cruciali: passato, futuro, corpo… e, forse, cuore. Ascolto il tuo cuore, città.  osservava Alberto Savinio Milano, «dotta e meditativa», città squisitamente peripatetica e dialogica e in questo spirito il tessuto urbano diventa teatro e luogo di incontro, di sguardi e di idee che si incrociano come nelle trame del festival”, ha concluso Longhi.

Per il Piccolo Teatro d’Europa, si tratta oggi di una missione che affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando il Piccolo Teatro di Milano, l’Odéon di Parigi e il Teatre Lliure di Barcellona si unirono nel progetto dei “Théâtres de l’Europe / Teatri d’Europa. Come ha sottolineato Lanfranco Li Cauli, direttore generale del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, accanto al direttore artistico Claudio Longhi, essere “Teatro di Milano e d’Europa significa dare continuità al progetto di Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Significa anche portare avanti l’idea di una Milano “europea”, rafforzare uno spazio culturale aperto al confronto internazionale, e utilizzare il teatro come strumento di dialogo tra i popoli “.

Si guarda già al 2027 per l’ottantesimo anniversario del Piccolo Teatro di Milano fondato il 17 maggio 1947 dal giovane Giorgio Strehler, 26 anni, e Paolo Grassi, 28 anni, con “L’albergo dei poveri” di Massimo Gorkij con la storica regia di Strehler all’inaugurazione.

Rosas Brel (foto Anne Van Aeschot)

Il programma

Giornata inaugurale del Festival al Teatro Grassi con Tiago Rodrigues, drammaturgo e regista dalla presenza insieme ironica e malinconica, evocata da Claudio Longhi come quella di un “Pierrot sornione, al tempo stesso critico e partecipe”. Dal 2022 direttore del Festival d’Avignon, Rodrigues apre il programma con By Heart. Lo spettacolo prende avvio dall’invito rivolto a dieci spettatrici e spettatori a salire sul palco per imparare una poesia, trasformando questo gesto in una riflessione, sospesa tra realtà e finzione, sul valore sociale della trasmissione orale e della memoria.

Venerdì 15 e sabato 16 maggio, al Teatro Studio, sarà invece presentato il suo lavoro più recente, La Distance: attraverso il dialogo distopico e toccante tra un padre e una figlia, costretti a mantenere vivo il loro legame tramite lunghe telefonate da pianeti lontani, lo spettacolo indaga le possibilità e i limiti della comunicazione tra generazioni.

Oracle (Foto Marko Rass)

Uno spaccato familiare è al centro anche di Valentina, il nuovo lavoro di Caroline Guiela Nguyen, direttrice dal 2023 del Teatro nazionale di Strasburgo e della sua scuola dei mestieri dello spettacolo. “Artista nomade e attraversatrice di culture, Nguyen continua a interrogare, in senso quasi pascaliano, quelle “ragioni del cuore” che sfuggono alla logica della razionalità”. In scena al Teatro Strehler dal 15 al 17 maggio, Valentina racconta una fiaba contemporanea incentrata su una bambina sospesa tra due lingue e divisa fra due Paesi, la Romania e la Francia. Alle prese con i segreti della propria famiglia e con la difficoltà di decifrarli.

Nella costellazione dei nuovi artisti associati italiani si inserisce anche Niccolò Fettarappa, in scena il 21 e 22 maggio al Teatro Studio con Orgasmo, testo finalista al Premio Riccione 2023. Lo spettacolo affronta, con tono provocatorio e visionario, la crisi del desiderio nella società post-pandemica.

Oracle Foto (Marko Rass)

In scena prende forma un universo distopico in cui l’unico piacere socialmente consentito è quello legato al lavoro, mentre una surreale agenda dell’Unione Europea stabilisce che l’ultimo orgasmo sulla Terra dovrà avvenire entro il 2030. Tra satira e inquietudine, Fettarappa riflette così sui meccanismi di controllo, produttività e repressione dei corpi nella contemporaneità. Torna il regista  polacco Łukasz Twarkowski,  classe 1983, figura di punta della scena teatrale europea, creatore di performance multimediali che si situano all’intersezione fra teatro e arti visive con Oracle, spettacolo coprodotto con la Ruhrtriennale e presentato in prima nazionale al Teatro Strehler il 23 e 24 maggio. Al centro della scena emerge la figura di Alan Turing, il matematico che, decifrando il codice Enigma, contribuì a cambiare il corso della Seconda guerra mondiale. Tra paesaggi sonori immersivi, proiezioni cinematografiche e dispositivi di cinema-live psichedelico, Oracle dissolve continuamente il confine tra realtà e illusione, intrecciando riflessioni teoriche e sussulti biografici intimi, dispersi fra frammenti, esplosioni visive e detriti del reale. Lo spettacolo interroga così il futuro digitale che lo stesso Turing contribuì a immaginare.

Dalle Wiener Festwochen arriva in Italia, per un’unica replica domenica 24 maggio al Teatro Studio, Il processo Pelicot, oratorio teatrale ispirato a uno dei casi giudiziari più sconvolgenti del nostro tempo. Milo Rau, attualmente alla guida della rassegna viennese, insieme a Servane Dècle, rende omaggio a Gisèle Pelicot attraverso un intenso atto di memoria e denuncia contro la violenza di genere. Il ricavato della serata sarà devoluto alla Casa delle Donne di Milano, realtà impegnata, in rete con associazioni italiane e internazionali, nel contrasto alla violenza di genere e nella promozione dei diritti e della libertà delle donne. Flusso, testo di Christian Di Furia vincitore della menzione speciale “Franco Quadri” al Premio Riccione 2021, arriva al Teatro Grassi dal 25 al 30 maggio con Lino Guanciale e Gianmarco Saurino. Due vite e un solo personaggio, in cui la parola scenica si muove tra sdoppiamenti identitari, derive del linguaggio e continue oscillazioni di senso. Una navigazione poetica sul senso dell’identità e del tempo, sul crescere e sul morire, sull’impossibilità stessa di smettere di esistere, nel segno di Herman Melville, Samuel Taylor Coleridge e Joseph Conrad.

Processo Pelicot

Il 27 maggio, al Teatro Studio, Daria Deflorian presenta Che dolore terribile è l’amore, performance ispirata a Non dico addio della Nobel 2024 Han Kang. Lo spettacolo affronta le ferite della memoria, dell’amore e della perdita attraverso il racconto della rivolta del 1948 sull’isola di Jeju, in Corea del Sud, dove furono uccisi circa trentamila civili. Una ferita mai rimarginata che continua a tormentare due amiche, così come aveva tormentato la madre di una di loro, testimone diretta di quel massacro.

All’insegna della danza arriva Anne Teresa De Keersmaeker, recentemente insignita del Praemium Imperiale 2025. Per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano, presenta BREL, in prima nazionale al Teatro Strehler dal 28 al 30 maggio, in coproduzione con il Festival d’Avignon. In scena con il danzatore e coreografo Solal Mariotte, costruisce un duetto sulle note di Jacques Brel, evocando temi come giustizia sociale, amore, vecchiaia e rifiuto della violenza. Negli stessi giorni, il giovane collettivo femminile Parini Secondo, appena acquisito al novero degli associati, con la prima assoluta di SLOOOOOOW innescano un processo di rallentamento coreografico e musicale, modulando un elogio, della “lentezza” e delle sue irresistibili seduzioni.

Gli spettacoli sono sovratitolati in italiano e in inglese, a eccezione di Il processo Pelicot.

Durante il Festival il piazzale del Teatro Strehler (laPiazza) si animerà grazie a Mare culturale urbano con workshop, azioni collettive, reading multilingue, oltre a sessioni di yoga e tai chi. Non mancherà la consueta cornice sonora e conviviale, tra bar e musica, con DJ set e performance live, fino alla grande Festa di chiusura del Festival.

Di Cristina Tirinzoni

Giornalista professionista e critico teatrale ha cominciato a scrivere per testate femminili (Donna Moderna, Club 3, Effe, Donna in salute). E' stata poi per lungo tempo redattore del mensile Vitality e del mensile Psychologies magazine e Cosmopolitan, occupandosi di attualità, cultura, psicologia. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Di Parole e Silenzio (Genesi editore, 2026) Come un taglio nel paesaggio (Genesi editore, 2014) e Sia pure il tempo di un istante (Neos edizioni, 2010).

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