Il disastro del comune brianzolo ha ispirato una lettura liberamente tratta dall’episodio “Seveso – 10 luglio 1976” del podcast “Altre Indagini”, ideato e scritto da Stefano Nazzi per Il Post. Venerdì 9 ottobre al cineteatro San Marco di Cologna Monzese Sara Biollo e Fabrizio Perrone ripercorrono la storia del disastro ambientale che cinquant’anni fa sconvolse la Lombardia
Sabato 10 luglio 1976, ore 12,37, chi abita nei pressi dello stabilimento chimico dell’ICMESA, al confine tra Meda e Seveso (allora provincia di Milano, oggi territorio della provincia di Monza e della Brianza), sente un sibilo acuto e vede fuoriuscire dalla fabbrica una nube biancastra, simile a vapore. Le persone che sono più vicine allo stabilimento avvertono un odore forte e acre e cominciano quasi subito a sentire bruciore agli occhi. Comincia così, con la fuoriuscita di nube contenente diossina dagli impianti dell’ICMESA, uno dei più grandi disastri ambientali della storia italiana. L’incidente ebbe una pesante ricaduta su alcuni comuni del Nord Milano (Meda, Seveso, Cesano Maderno, Limbiate e Desio), ma viene ricordato come il Disastro di Seveso perché furono soprattutto gli abitanti della cittadina brianzola a subire le maggiori conseguenze sul piano sanitario e a vivere un profondo trauma sociale. Molti abitanti accusarono gravi problemi di salute. Parecchi bambini si ammalarono di cloracne, una malattia della pelle causata dall’esposizione ad alcune sostanze tossiche. Tra le donne in gravidanza si diffuse il timore che l’esposizione alla diossina potesse causare gravi malformazioni ai loro bambini. Numerosi animali morirono o furono abbattuti. Coloro che abitavano nella cosiddetta Zona A, quella in cui la contaminazione aveva raggiunto i livelli più elevati, furono costretti ad abbandonare per sempre le loro case.
La gestione iniziale dell’emergenza fu lenta e lacunosa. La Givaudan, l’azienda svizzera proprietaria dell’impianto, a sua volta controllata dal colosso farmaceutico Hoffmann-La Roche, cercò di “coprire” l’incidente, lasciando passare dieci giorni prima di informare le autorità italiane sulla reale gravità di quanto accaduto. Il disastro determinò importanti cambiamenti normativi e portò all’adozione, a livello europeo, della cosiddetta Direttiva Seveso per la prevenzione dei rischi connessi alle attività industriali, in particolare negli stabilimenti che trattano sostanze pericolose, come prodotti chimici, gas e combustibili. Tutti i materiali contaminati (terra, piante, carcasse di animali, macerie provenienti dalla demolizione di numerose abitazioni, insieme ad arredi e suppellettili) furono raccolti e collocati in due vasche di contenimento sigillate, poi ricoperte da uno spesso strato di terreno incontaminato. Su quest’area sorge oggi il Bosco delle Querce, simbolo di rinascita e luogo della memoria. Il parco mantiene vivo il ricordo della tragedia e rappresenta un monito sull’importanza della prevenzione e della sicurezza in ambito produttivo.

A cinquant’anni dal disastro, con la lettura teatrale Seveso 1976 – La nube e la memoria, Sara Biollo e Fabrizio Perrone coinvolgono lo spettatore in un vortice di emozioni e lo portano a rivivere l’ansia, la paura e lo sgomento vissuti in quei giorni gli abitanti della Brianza. Lo spettacolo, liberamente tratto dall’episodio Seveso – 10 luglio 1976 del podcast “Altre Indagini”, ideato e scritto da Stefano Nazzi per Il Post, si fonda su una rigorosa ricostruzione storica, basata su articoli giornalistici, documenti e testimonianze dell’epoca. La voce dei due attori, che occupa il centro della scena, è accompagnata da un uso misurato di luci e immagini, e dal commento musicale di Luigi D’Avino. L’obiettivo è trasformare un evento storico in memoria viva, mettendo in luce il complesso rapporto tra progresso industriale, salute e tutela dell’ambiente. Un rapporto ancora oggi irrisolto, come dimostrano i conflitti sociali legati alle vicende dell’acciaieria ILVA di Taranto e di molti altri siti industriali per i quali la Comunità si trova di fronte a una scelta che rappresenta una vera e propria “alternativa del diavolo”, quella tra lavoro e salute.
Info
Seveso 1976 – La nube e la memoria
dove
Cineteatro San Marco
Via Don Pietro Giudici, 19
Cologno Monzese
Info e prenotazione
Associazione Lorenzo Perrone ETS
tel e WhatsApp 3497811277
segreteria@associazionelorenzoperrone.org
Posto unico 12 euro
Il ricavato della serata sarà devoluto all’Associazione Lorenzo Perrone
