A Palazzo Broletto di Como, alla Pinacoteca Civica, e nell’ex chiesa di San Pietro in Atrio, fino al 27 settembre è visitabile la mostra di Turner, il pittore che ha catturato il colore e l’atmosfera del paesaggio italiano
“Mentre alcuni cercano il Romanticismo nella realtà esteriore, è possibile trovarlo solo nell’interiorità” (Charles Baudelaire)
La prima parte del percorso espositivo si concentra su una zona specifica del paesaggio italiano. Quello del lago di Como e di altri luoghi vicini che sono uno dei tanti itinerari che l’artista sperimenta in Italia. Joseph Mallord William Turner tornerà spesso e in vari momenti nel nostro territorio, affascinato dai paesaggi contrastanti, dalle luci soffuse e più accese del nostro mare Mediterraneo.
A Palazzo Broletto

Nella sede del Palazzo Broletto sono esposti i sette acquarelli che Turner dedicò al lago di Como, testimonianza del suo primo viaggio sul lago nel 1819. Turner tornerà successivamente in Italia e sul lago nel 1840. A Lario realizza schizzi e acquarelli delle zone più suggestive, sempre attento a catturarne l’atmosfera attraverso luci e colori come è nel suo stile, non solo preimpressionista ma da pittore vissuto in pieno periodo romantico, con lo sguardo attento alla natura e a ciò che per lui rappresenta. L’uomo è nulla in confronto alla forza primordiale degli elementi, e l’artista inglese consegnerà alla natura significati simbolici e divini come da uomo e artista vissuto in pieno periodo Romantico. Un’altra componente essenziale della pratica artistica di Turner sono i numerosi viaggi che l’artista compie attraversando la Gran Bretagna e l’Europa con il taccuino alla mano. E’ con questo semplice strumento che immortala montagne, coste, città e variazioni atmosferiche. L’Italia è stata una delle mete più significative di questi itinerari, tanto che il pittore vi tornò più volte tra il 1819 e gli anni Quaranta dell’Ottocento. Durante il primo soggiorno, tra il 1819 e il 1820, ha attraversato le regioni settentrionali, visitando per la prima volta il Lago di Como, che all’epoca era già una meta frequentata dai viaggiatori e dagli artisti del Grand Tour. Situata tra l’arco alpino e la penisola, la zona offriva un paesaggio ricco di contrasti spettacolari: ripide vette che precipitano entro distese d’acqua sconfinate e rapide variazioni atmosferiche. Qui l’incontro tra i monti, l’acqua e la luce si rivela particolarmente congeniale alla crescente fascinazione di Turner per i riflessi, i fenomeni meteorologici e la resa cromatica della luminosità.
Alla Pinacoteca Civica

Il percorso espositivo da Palazzo Broletto prosegue alla Pinacoteca Civica, dove di trovano altre opere ad olio provenienti dalla Tate Gallery di Londra. Nell’ultima sala i grandi dipinti all’interno dello spazio ci raccontano un Turner più maturo alle prese con una luce che deforma sempre di più il paesaggio fino a renderlo quasi un esperimento di pittura astratta. Nel dipinto Il ramo d’oro (The Golden Bough,1834) Turner è l’artista che ci narra attraverso l’immagine, l’episodio dell’Eneide di Virgilio in cui la Sibilla offre a Enea il ramo d’oro necessario per accedere agli Inferi. Turner ambienta la scena presso il lago d’Averno in Campania, da tempo associato al regno dei morti. Il paesaggio è reso con una luminosità intensa, che accentua la tensione tra bellezza idilliaca e presagio oscuro; la presenza di figure danzanti e di un serpente evoca il tema della mortalità che si cela sotto l’apparente serenità della scena lacustre. La tela riflette il costante interesse dell’artista per la letteratura classica e per il paesaggio italiano. Nel dipinto più tardo Il “Sole di Venezia” prende il mare (The “Sun of Venice”1843) pervaso da un’ atmosfera rarefatta, Venezia sembra dissolversi nella foschia mattutina che avvolge la laguna verdastra, mentre una barca da pesca prende il largo. Il profilo della città in lontananza riconoscibile nel Palazzo Ducale, nella cupola di San Marco e nel campanile di San Giorgio Maggiore – emerge appena attraverso la nebbia. Questo dipinto colpi profondamente John Ruskin, che in seguito lo descrisse come uno dei migliori oli di Turner. Si narra che fu persino espulso dalla Royal Academy per aver tentato di copiarlo. L’atmosfera luminosa e le architetture velate appartengono alle visioni di Venezia del Turner maturo, che rappresenta la città sul punto di dissolversi nella luce.
A San Pietro in Atrio

A corredo della mostra sul grande pittore Romantico, e collegata al progetto espositivo William Turner si trova nella sede di san Pietro in Atrio come proseguimento della mostra, l’installazione concettuale dal titolo: Feeling Colour degli artisti inglesi Jim Lambie e David Batchelor che vogliono rimandarci attraverso la copertura dell’intero pavimento della sede, le caratteristiche del colore, come mezzo di rappresentazione: spaziale, simbolica e sensoriale.
Info
“Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 ultimo ingresso ore 17.30
L’esposizione è visitabile fino al 27 settembre 2026
Dettagli della Mostra Sedi coinvolte:
Palazzo del Broletto (Piazza Duomo)
Pinacoteca Civica (Via Diaz 84)
San Pietro in Atrio (installazione)
