La 31ª edizione del festival “I Suoni delle Dolomiti”, in programma dal 24 agosto al 3 ottobre, si snoderà attraverso 18 concerti in 17 suggestive location d’alta quota, tra malghe, rifugi, prati e alpeggi delle valli trentine
C’è un momento dell’anno in cui le Dolomiti mostrano tutta la loro straordinaria bellezza: settembre. Quando la maggior parte dei visitatori ha già lasciato la montagna dopo Ferragosto, le valli tornano a respirare un’atmosfera più quieta e autentica. L’aria si fa fresca e cristallina, i sentieri più silenziosi e la luce assume una qualità speciale. Il sole, più basso sull’orizzonte, accarezza le pareti rocciose con una luce radente che, all’alba e al tramonto, esalta l’enrosadira, il celebre fenomeno che dona alle Dolomiti le loro tonalità più suggestive. In ladino significa proprio “colorarsi di rosa”- Al tramonto, i raggi del sole trasformano le pareti dolomitiche in una tavolozza di colori: il rosa diventa più intenso, vira verso l’arancio e si accende di rosso, per poi sfumare nei toni del viola e del blu della sera. All’alba, invece, è la luce dorata del nuovo giorno a ridisegnare lentamente le montagne, mentre le cime si tingono di delicate sfumature rosate.

Sembra una magia, ma l’enrosadira è in realtà il risultato di un affascinante fenomeno naturale. La luce che accarezza le vette e le tinge di rosa dipende dalla particolare composizione delle rocce dolomitiche. La Dolomia, infatti, è costituita principalmente da un minerale composto da carbonato di calcio e magnesio, le cui caratteristiche, insieme all’angolazione della luce solare e alle condizioni atmosferiche, contribuiscono a creare le straordinarie sfumature rosate e rossastre che caratterizzano le Dolomiti all’alba e al tramonto. È proprio in questa stagione speciale che torna uno degli appuntamenti più attesi: I Suoni delle Dolomiti. Giunto alla sua 31ª edizione, il festival è considerato uno degli eventi musicali più originali del panorama internazionale. La sua formula, ormai inconfondibile, con la direzione artistica del celebre violinista Mario Brunello, porta la grande musica in alta quota, tra le pareti rocciose delle Dolomiti, elette dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità, e il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza musicale: un fondale sempre presente, fatto di echi, riverberi e rimandi.
Tra le ragioni di questa scelta c’è infatti la volontà di valorizzare l’autunno, una stagione capace di regalare un’esperienza ancora più immersiva. Come ha spiegato Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, la particolare luce “orizzontale” di questo periodo esalta i profili delle Dolomiti e ne mette in risalto le pareti rocciose, offrendo una cornice di grande suggestione agli appuntamenti musicali. Il paesaggio dolomitico si trasforma così in un grande anfiteatro naturale, dove ogni suono acquista una risonanza particolare e la musica diventa un invito a riscoprire la bellezza e la maestosità della natura. Un’esperienza intensa e sensoriale, capace di assumere anche una dimensione quasi spirituale. «Le montagne diventano una vera e propria partitura e dialogano con la musica, capace di raggiungere le corde più profonde delle emozioni», osserva Mario Brunello, che si esibisce con un prezioso violoncello seicentesco realizzato dal liutaio Giovanni Paolo Maggini. Cime, malghe e boschi si raggiungono a piedi, insieme: il pubblico e gli stessi musicisti, che percorrono i sentieri portando con sé i propri strumenti. Il cammino diventa così parte integrante dell’esperienza, un momento di condivisione che prepara all’ascolto. Una volta in quota, ci si raccoglie intorno ai musicisti in un’atmosfera informale e intima, ma al tempo stesso attenta e rispettosa. Tutti condividono lo stesso spazio, lo stesso paesaggio e le emozioni di quel momento. È proprio da questa vicinanza tra musica, persone e natura che nasce un’esperienza artistica e umana davvero irripetibile, capace di lasciare un ricordo speciale.
Gli eventi imperdibili de I Suoni delle Dolomiti 2026

Il programma è ricco e variegato: 18 concerti in 17 suggestive location d’alta quota, tra malghe, rifugi, prati e alpeggi delle valli trentine. Gli appuntamenti, in programma alle ore 12, sono raggiungibili a piedi o in cabinovia e, nella quasi totalità dei casi, a ingresso gratuito. Un percorso attraverso generi e linguaggi diversi, dal jazz alla musica classica, dalla world music alla canzone d’autore, per vivere la montagna attraverso un’esperienza di ascolto unica e coinvolgente.
Protagonisti dell’evento inaugurale, previsto per il 24 agosto, alle 12 saranno i Violoncellisti della Scala, che accompagneranno le voci del Coro SOSAT in un concerto arrangiato da Stefano Nanni. Palcoscenico, i pascoli infiniti della Malga Tassulla (2087-2090 mt) ai piedi del Monte Peller nella Val Nana (val di Non, da Cles in auto fino al parcheggio Malga Culmer, poi più di un’ora a piedi con le guide alpine).
Tra i momenti più attesi, il concerto intitolato L’Alba delle Dolomiti, in programma alle prime luci del 2 settembre sotto la cima del Sasso Pordoi, in Val di Fassa (2950 mt), la più scenografica terrazza delle Dolomiti con vista su Marmolada, Sassolungo, Catinaccio, Sella. Per un crossover dal jazz alla musica da camera dell’ensamble femminile Belles of the Rockies, premiatissima orchestra di ottoni dell’Università del Colorado (funivia e breve tratto a piedi).
Dal 7 al 9 settembre torna il Trekking dei Suoni, un’esperienza esclusiva, riservata a pochi partecipanti e disponibile solo su prenotazione, che unisce il piacere dell’escursionismo alla magia della musica. Si parte da San Martino di Castrozza per tre giorni di cammino tra musica e natura immersi negli scenari più suggestivi delle Pale di San Martino, in compagnia di Mario Brunello e del violinista francese Gilles Apap, condividendo il passo, le emozioni e la bellezza della montagna. Il pacchetto ha un costo di 490 euro e comprende pernottamenti nei rifugi, pasti e accompagnamento delle guide alpine. Lungo il percorso, nei luoghi più suggestivi e negli spazi raccolti dei rifugi, i suoni dei violini dei due celebri violinisti dialogheranno con il silenzio e la natura delle Dolomiti, creando un’esperienza d’ascolto intima e fuori dal comune. La montagna diventa così una vera e propria sala da concerto a cielo aperto, dove ogni nota portata dal vento si intreccia con il paesaggio.
Il 10 settembre in località Tresca, in Val di Fiemme, di fronte al Gruppo del Latemar e al Monte Agnello, si esibiranno i Baba Yaga, un gruppo viennese che propone ritmi coinvolgenti legati al jazz gitano e alla tradizione klezmer degli ebrei aschenaziti.
Il 15 settembre a Malga Brenta Bassa, a Sant’Antonio di Mavignola, vicino a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński e l’ensemble Il Pomo d’Oro presenteranno “Beyond”, progetto dedicato alla musica italiana del Seicento, con opere di Claudio Monteverdi e di altri compositori meno noti.
Il 19 settembre alle località Giasenei, a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut. Il 20 settembre a Pradalago, Fratta del Bagnol, a Madonna di Campiglio, il VOCES8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”. Le otto voci dell’ensemble proporranno un repertorio che va dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea. Il 21 settembre alle 12, a Villa Welsperg, all’ingresso della Val Canali, il trio Doctor 3, formato da Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, presenterà “Lontano Lontano”, progetto dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, rilette attraverso l’improvvisazione jazz. Il 26 settembre alle 12, nuovamente in località Tresca, in Val di Fiemme, si esibirà l’Alash Ensemble, formazione nota per l’uso del canto difonico tuvano (xöömei), tecnica vocale che permette di produrre simultaneamente più suoni. Il 27 settembre alle 12, al Passo delle Selle, in Val di Fassa, sarà protagonista la cantautrice Anna Castiglia, tra le nuove voci della scena musicale italiana.
Novità dell’edizione 2026, dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, Musica verticale, mette in relazione musica e arrampicata. Salgono sul palcoscenico del Teatro Navalge di Moena Alexander Huber, grande arrampicatore con un pedigree di imprese a 6-8 mila metri, dal Pakistan alla Patagonia all’Antartide, la pianista Chiara Schmidt e l’attore Giuseppe Cederna, accompagnati da un quintetto d’eccezione quattro archi e contrabbasso come l’Ensemble Cortlys. E all’aperto, nella conca alpina di Località Gardeccia l’1 ottobre, nel gruppo del Catinaccio, Val di Fassa.
La chiusura della rassegna è prevista il 3 ottobre alle 12, a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, con il concerto del cantautore Daniele Silvestri.
Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili sul sito ufficiale www.isuonidelledolomiti.it.
