Sara Curtis, l'azzurra vincitrice di sei medaglie agli Europei di Parigi

Agli Europei di nuoto e atletica pioggia di medaglie per la nostra nazionale. Exploit che ha dell’incredibile se si considera l’interesse che si ha negli altri sport nel Belpaese. Gli azzurri in vasca sono arrivati secondi per un soffio nella classifica generale, mentre in pista hanno superato la favorita Gran Bretagna con la staffetta 4×400, oro dopo una gara da brividi. Quadarella e compagni chiudono con 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi, per un totale di 43 medaglie, alle spalle della Gran Bretagna. L’Italia che corre salta e lancia a Birmingham merita il primo posto conquistando 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi superando in classifica proprio i padroni di casa

La parola più sentita a Parigi e Birmingham nelle stanze azzurre è stata “divertimento”. E, infatti, l’estate italiana si è riempita di medaglie. Nel nuoto Simona Quadarella, Nicolò Martinenghi non hanno tradito e Sara Curtis è esplosa in questi campionati europei. La romana ha centrato un tris storico (400, 800 e 1500 stile libero), il varesino ha sbaragliato la concorrenza con una doppietta nei 50 e 100 rana, mentre la fanciulla d’ebano ha stupito tutti con sei medaglie; oltre a due primati mondiali e record italiani come se piovesse a nemmeno 20 anni. Diventando così la prima italiana a salire sul podio dei 100 metri stile libero nella storia della competizione, acciuffando il bronzo alle spalle delle olandesi Marrit Steenbergen e Milou van Wijk. In una settimana ha vinto quello che molti non riescono in una carriera. Nella semifinale dei 50 metri dorso stabilisce il nuovo record del mondo sulla distanza in 26″63; nello stesso giorno si aggiudica anche la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 metri sl in 3’33″19 (nuovo record italiano). Nella finale dei 50 metri dorso, disputata il giorno seguente, vince la medaglia d’oro e migliora ulteriormente il primato mondiale, portandolo a 26″56. Contribuisce alla vittoria della medaglia di bronzo nella 4×100 metri stile libero mista e a stabilire il nuovo limite italiano[; ventiquattr’ore più tardi vince il suo terzo bronzo della rassegna nei 50 metri sl, firmando anche in questo caso il record nazionale (con 23″99, prima donna italiana a scendere sotto il muro dei ventiquattro secondi sulla distanza). Mette i titoli di coda alla rassegna francese vincendo l’argento nella 4×100 metri misti (3’53″60, record italiano), siglando il nuovo primato nazionale anche nella sua frazione, quella a dorso (58″43). Sensazioni uniche per qualsiasi sportivo, appollaiato sul divano ad ammirare queste imprese. Poi in fila ci sono Thomas Ceccon e Benedetta Pilato beffati proprio sul più bello: un centesimo dall’oro. Il dorsista, oro alle Olimpiadi di Parigi nei 100 m, nella sua gara è stato incenerito nel momento del tocco all’arrivo, regalando il successo al greco Apostolos Christou, rivale acerrimo, poco simpatico per trascorsi natatori. Un centesimo assassino anche per la ranista tarantina che si è vista sfilare dal collo la medaglia più bella nei 50 rana dalla lituana Ruta Meilutyte a un sospiro dall’arrivo. Le sue parole valgono un esempio ai pallonari milionari: “Si vince e si perde per un centesimo è lo sport. Volevo l’oro, ma va bene così”. Una settimana entusiasmante quella che abbiamo vissuto a Parigi culla della Senna che accolto anche i fondisti. Giusto citare Ginevra Taddeucci (due ori e un bronzo) e il sempiterno Gregorio Paltrinieri. Con l’argento nella prova a squadre (per lui anche un bronzo), l’emiliano ha raggiunto quota 58 medaglie internazionali tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, considerando le competizioni in vasca lunga, vasca corta e acque libere, eguagliando il record di Federica Pellegrini.

Lorenzo Benati, Mohamed Soudassi, Edoardo Scotti e Luca Sito hanno conquistato il titolo continentale al termine di una finale spettacolare, chiusa dagli azzurri con il tempo di 2’59″16

Giù il cappello davanti a Chiara Pellacani che ha stupito il mondo con le cinque medaglie d’oro vinte nei tuffi. Nessun atleta ha mai collezionato così tanti successi in questo sport in un’unica edizione. Ma parliamo di un’altra favola. Atleti che fanno allenamenti estenuanti, dove solo il cronometro o le misure sanciscono se sei un brocco o un campione, un fuoriclasse o uno dei tanti. Il gioco di squadra esiste solo nelle staffette, che però sono scandite da tempi individuali e quindi ugualmente giudici di una prestazione deludente o positiva. Eppure In ogni gara i nostri ragazzi, al di là di alcune delusioni, si sono prestati a qualsiasi domanda con sorriso e la parola “divertirsi in ogni gara” che echeggiava continuamente nell’Olympic Aquatic Centre di Parigi e all’Alexander Stadium di Birmingham, dove l’Italia ha compiuto un capolavoro, superando i padroni di casa nel medagliere dell’atletica nell’ultima gara, la 4×400 maschile per soli tre centesimi. Gli eroi dell’impresa sono stati Edoardo Scotti (45’’5), Luca Sito (44’’1), Mohamed Soudassi (44’’6) e Lorenzo Benati (44’’66). L’ultimo staffettista ha avuto il merito di resistere alla rimonta di Charles Dobson, gettando nello sconforto i sudditi di sua maestà. La staffetta del miglio è in assoluto la gara più sentita dal popolo britannico per tradizione. Una gara che entrerà nella leggenda dello sport italiano, che però avrà vita breve nella testa dei tifoidi italioti ora che il campionato di calcio sta bussando alle porte.

Nadia Battocletti, doppietta anche agli Europei di Birmingham

Tornando nella terra dei mortali, rammentiamo che pochi minuti prima Clarissa Iapichino nel salto in lungo era riuscita a centrare l’oro per un solo centimetro davanti alla britannica Jazmin Sawyers e due centimetri dalla francese Hilary Kpatcha. Una copertina a parte la merita Gianmarco Tamberi. Il saltatore infinito dato per finito, presentandosi con 2,23 come primato stagionale. In finale il marchigiano ha sciorinato una gara usando esperienza e classe zompando a 2,32 m, annientando la freschezza dell’ucraino Oleh Doroščuk, il vero favorito, in quanto campione mondiale indoor in carica. Il capitano della squadra azzurra è andato contro ogni pronostico: la sua vittoria era quotata a 11 dai bookmakers, per dare la misura della sua impresa. Vogliamo sottolineare il tempo di Elisa Coiro, che ha firmato il nuovo record italiano sugli 800 m in 1’57″56, migliorando il crono di 1’57″66 siglato nel 1980 da Gabriella Dorio, oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. Imperativo è citare i successi nel salto triplo di Dariya Derkach (con primato personale di 14,60 m) e di Andy Díaz, che ha migliorato ulteriormente il record nazionale, portandolo a 18,15 metri, quarta prestazione mondiale di tutti i tempi. Italia che ha trionfato anche nella marcia con le vittorie di Massimo Stano (nella 50 km) e Sofia Fiorini (nella maratona) senza lasciare scampo alle avversarie. Last but not least. La chiusura la dedichiamo a Nadia Battocletti, la regina di questi Europei inglesi. Dopo la doppietta alla manifestazione continentale di Roma sui 5000 e 10000, la medaglia d’argento delle ultime Olimpiadi con il suo sprint finale ha messo in fila tutte le avversarie, dimostrando di essere l’unica a poter sfidare le campionesse africane. Dulcis in fundo, messaggio ai naviganti pallonari: fra due anni ci sarà l’Europeo e fra quattro il Mondiale. Seguire l’esempio, please. Anche qui i centimetri o centesimi potrebbero servire.

Di Beppe Vigani

Giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1993. Corrispondente, in passato, del Corriere dello Sport e delle Agenzie radiofoniche AGR e CNR, redattore a La Notte, Infront, radio MilanInter e radio Number One, oltre ad altre innumerevoli collaborazioni. Opinionista, attualmente, di Telelombardia e Top Calcio 24-7Gold

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