Da un’iniziativa del Piccolo Teatro di Milano, ideata la rassegna “Poesia sostantivo femminile” in cui saranno dedicate tre serate alla poesia al femminile con le attrici Giovanardi, Finocchiaro e Ragonese. I cicli di incontri si terranno a Pavia: Cortile Visconteo dell’ Università degli Studi, Seminario Vescovile e Chiostro di San Lanfranco
In un tempo in cui le parole sembrano consumarsi nella fretta, nell’uso distratto e talvolta nell’imbarbarimento del linguaggio quotidiano, ritrovare la poesia significa tornare ad abitare le parole. Significa restituire loro peso, precisione, bellezza; riconsegnare un nome ai sentimenti e, attraverso di essi, un significato più profondo al mondo che abitiamo.
È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa del Piccolo Teatro che sceglie di dedicare tre serate alla poesia al femminile, segnando così l’apertura dell’ottantesima edizione del Teatro. Sostenuto dalla Fondazione Monte di Lombardia, Poesia sostantivo femminile propone tre appuntamenti in programma il 10, 17 e 24 settembre con le attrici Eleonora Giovanardi, Donatella Finocchiaro e Isabella Ragonese in tre diverse suggestive location a Pavia: il Cortile Visconteo dell’ Università degli Studi, il Seminario Vescovile e il Chiostro di San Lanfranco

Un ciclo di incontri curato da Giulia Trivero, attrice e drammaturga co-fondatrice di Amleta (associazione di attrici impegnate a contrastare la disparità e la violenza di genere nel mondo dello spettacolo), dedicati alle voci di grandi poetesse: da Saffo a Patrizia Cavalli, Anna Achmatova, Alda Merini e Mariangela Gualtieri che, attraverso il verso, hanno saputo dare forma all’indicibile, custodire la complessità dell’esperienza e guardare la realtà con quella particolare intensità che solo la parola poetica sa restituire. Componendo una costellazione poetica intorno a tre nuclei di senso: l’amore, la natura e l’atto dello scrivere in versi. Tre serate, dunque, per ritrovare nella poesia uno spazio di ascolto e di riflessione, e nelle voci delle poetesse, uno sguardo capace di interrogare il presente, restituendoci la profondità e la complessità dell’esperienza umana. A sostare nel significato delle parole e, attraverso di esse, a non smarrire la capacità di dare un senso a ciò che sentiamo e a ciò che siamo. Ogni serata è aperta da un preludio musicale a cura de I Solisti di Pavia, con la violinista Silvia Mazzon.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 10 settembre alle 19.30, nel Cortile Visconteo dell’Università degli Studi di Pavia. “Appena ti guardo un breve istante…” prende spunto dalla cosiddetta “Ode della gelosia”, è il testo quasi integro più noto di Saffo, in cui la poetessa greca (vissuta tra il VII e il VI secolo A. C). descrive con straordinaria immediatezza gli effetti della passione totalizzante. A partire da Saffo, la serata intreccia voci e versi per esplorare il sentimento amoroso nelle sue molteplici forme – desiderio, incontro, attesa, assenza – attraversando epoche e sensibilità diverse. Protagonista è Eleonora Giovanardi. “Louse Labé diceva che il piacere più grande che ci sia oltre l’amore è di parlarne e quindi io non vedo l’ora di parlare d’amore”, racconta Eleonora Giovanardi, protagonista del primo incontro.“Spaziando in oltre 2000 anni di storia ho percepito una voce unica e plurale di un amore vorace: queste autrici si sono impossessate della lingua perché parlasse del loro vivo desiderio, passando da oggetti desiderati a soggetti desideranti”.

Giovedì 17 settembre, sempre alle 19.30, il Seminario Vescovile di Pavia ospiterà “Portami il tramonto in una tazza”, una serata affidata alla voce di Donatella Finocchiaro (protagonista di Greta e le favole vere, uscito nelle sale italiane ad agosto). Attraverso la sua interpretazione, i versi di Chandra Livia Candiani, Emily Dickinson, Gabriela Mistral, Antonia Pozzi e Wisława Szymborska daranno vita a un dialogo tra epoche, lingue e sensibilità diverse. Ad accompagnare la serata, una preziosa parentesi il preludio musicale : “Macerie” di Silvia Colasanti, eseguito al violino da Silvia Mazzon. Composta nel 2023 e commissionata per il Tibor Varga International Competition, la pagina per violino solo alterna tensione e lirismo attraverso una raffinata ricerca timbrica, dando forma a un paesaggio sonoro fatto di frammenti, sospeso tra desolazione e rinascita.
A chiudere la rassegna, giovedì 24 settembre (alle 19.30), sarà Isabella Ragonese, protagonista al cinema di Il Dio dell’amore. Nel Chiostro di San Lanfranco di Pavia, l’attrice porterà in scena “Le mie poesie non cambieranno il mondo”, un viaggio nell’universo della parola poetica e nell’atto stesso dello scrivere. Un percorso tra voci e sensibilità diverse da Anne Carson a Patrizia Cavalli, Alejandra Pizarnik, Amelia Rosselli e Patrizia Valduga, in cui la poesia diventa materia viva, gesto, pensiero e forma di conoscenza.
“È vero, come scriveva Patrizia Cavalli, che le poesie non possono cambiare il mondo, ma possono però – sottolinea la curatrice Giulia Trivero – cambiare il modo in cui lo vediamo e lo viviamo”. Un’idea che incontra anche le parole di Sylvia Plath, per la quale la poesia può essere un atto di “rieducazione al riamore per gli altri e per il mondo, come sono e come potrebbero essere”. Una parola che nella sua voce al femminile si fa esperienza viva, corporea e condivisa,, diventando presenza, ascolto e relazione. Capace di attraversarci, interrogarci, sorprenderci e incantarci.
Orario
19:30 alle 21:00
Biglietti
posto unico costa 15 euro, under 25 e over 65 pagano 10 euro. La card costa 36 euro e 24 euro nella tariffa ridotta.
L’intero incasso andrà al centro antiviolenza LiberaMente.
