Il Teatro Fontana presenta uno spettacolo rituale in cui spettatori e attori attraversano insieme un’Ultima Cena. Ad aprire la rassegna, dall’11 al 13 settembre, è “Passio”, progetto scenico di Iaiza, Dal 17 al 20 settembre, i Chiostri Bramanteschi ospiteranno “Luce” degli Instabili Vaganti. dal 24 al 27 settembre infine sarà la volta di “Peitho/Persuasione”, un progetto dell’attrice Fracassi e autrice Zani
Al Teatro Fontana di Milano torna Chiostri Suite, la rassegna che porta il teatro contemporaneo sotto le volte dei Chiostri Bramanteschi, in un dialogo suggestivo tra performance, ricerca e nuovi linguaggi della scena. Anche nella stagione 2026/27, con la direzione artistica di Ivonne Capece, il Fontana porta così avanti una delle caratteristiche più interessanti della sua programmazione: fare della scena un luogo di incontro tra tradizione e sperimentazione, tra patrimonio architettonico e nuove forme della performance.
Nel segno simbolico di una Triade: religione, poesia, filosofia. Tre soglie: il sacro, l’arte, il pensiero. Tre spettacoli profondamente diversi per linguaggi e sensibilità, dalla poesia, alla musica, dalla parola all’immagine, compongono un percorso breve ma intenso. Non semplicemente spettacoli trasferiti all’aperto, ma creazioni concepite per entrare in relazione con un luogo che ancora oggi conserva intatto tutto il proprio fascino, lasciandosi attraversare dalla sua storia e dalla sua atmosfera: il Santuario di Santa Maria alla Fontana, con la sua antica fonte (ritenuta miracolosa), gli affreschi cinquecenteschi attribuiti alla bottega di Bernardino Luini e i chiostri rinascimentali attribuite addirittura alla mano di Leonardo da Vinci e poi di Bramante. Un incontro tra la storia del luogo e lo sguardo del teatro contemporaneo, per restituire a questo spazio nuove possibilità di ascolto e di senso.

Ad aprire la rassegna, dall’11 al 13 settembre, è Passio, progetto scenico di Raúl Iaiza, musicista, regista e pedagogo argentino, residente in Italia dal 1986 e formato alla scuola di Jerzy Grotowski. Attorno a una tavola, Cristo, Maria di Nazareth, Maddalena e Giuda siedono insieme al pubblico, trasformando l’incontro conviviale in una contemporanea Ultima Cena. Pensato per performer-cantanti, lo spettacolo intreccia repertori francescani del Basso Medioevo, pratiche paraliturgiche popolari e suggestioni dai Vangeli apocrifi, in un dramma cantato sospeso tra rito e teatro. Tutto avviene dal vivo, senza amplificazione né artifici tecnologici. Attraversando epoche e tradizioni, Passio porta in scena temi come la fragilità, l’ingiustizia, il tradimento e la rinascita, interrogando il senso del sacro nel presente.
Dal 17 al 20 settembre, i Chiostri Bramanteschi si lasceranno attraversare da Luce, spettacolo di Instabili Vaganti che nasce dall’incontro tra la parola visionaria di Pier Paolo Pasolini e la musica di Johann Sebastian Bach e François Couperin, eseguita dal vivo da Enrico Bernardi al pianoforte e al clavicembalo, con un intervento di video mapping site-specific. «La poesia è qualcosa di oscuro, che fa luminosa la vita»: il verso pasoliniano, tratto da La Guinea, pubblicata nella raccolta Poesia in forma di rosa, diventa materia sonora e visiva intrecciandosi incessantemente al corpo del performer Nicola Pianzola e alle architetture bramantesche modificandone forme e prospettive. dove pieni e vuoti, ombre e apparizioni, memoria e visione si sovrappongono. Lo spazio perde la sua immobilità e diventa corpo, evocazione, soglia sospesa tra concretezza e astrazione. La musica ne accompagna il respiro come una seconda scrittura. Regia, Video mapping e disegno luci di Anna Dora Dorno

A chiudere Chiostri Suite, dal 24 al 27 settembre, sarà Peitho/Persuasione, un progetto di Federica Fracassi e Irene Petra Zani. È il 1910, alla vigilia della Prima guerra mondiale. Un giovane filosofo rifiuta l’idea della guerra e, quasi simbolicamente, invoca Peitho, la dea greca della Persuasione, figlia di Oceano e Teti. Le rivolge una domanda semplice e, al tempo stesso, radicale: perché non è possibile persuadere gli uomini alla pace? È Carlo Michelstaedter, nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910, autore della celebre tesi La persuasione e la rettorica. Nel suo pensiero, il rifiuto della guerra si traduce in una riflessione sulla natura della violenza e sul potere del linguaggio. È proprio questa ambivalenza a interpellarci ancora oggi, chiamandoci alla responsabilità nell’uso delle parole, capaci di alimentare ed esasperare confiltti ma anche di aprire al dialogo e alla pace. In scena, accanto a Federica Fracassi, Dimitrios Papavasiliu con il sound artist Shari DeLorian
“Conoscevo la storia di Carlo, studiata a scuola. La sua coerenza mi è sempre sembrata terribile e, insieme, gloriosa. Credo che l’arte debba attraversare anche il male, le nostre zone più oscure ed è raro trovare scritture così potenti e lucide che tengono sapientemente in pugno ciò che quasi non si riesce a dire. Parole come propaganda, parole come poesia, parole come partiture, parole come proiettili che continuano a ferire”, scrive nelle note di regia Federica Fracassi.
Inizio spettacolo ore 21.00
PREZZI Intero 25 €, Under30 15 €
