Untitled 1952-1953 di Mark Rothko

Una grande mostra celebra l’artista a Palazzo Strozzi a Firenze, fino al 23 agosto 2026, con due speciali sezioni presso il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana

““I miei, non vanno considerati dipinti astratti. Il loro scopo non è quello di creare o enfatizzare una disposizione coloristico formale. Il fatto che i miei dipinti si allontanino da una rappresentazione naturalistica della realtà, è un tentativo di conferire una maggiore intensità all’espressione del soggetto” Mark Rothko

Mark Rothko si definisce così: pittore non astratto. L’astrattismo è infatti uno stile pittorico peculiare delle avanguardie artistiche del ‘900 che si dedicarono alla rappresentazione non più oggettiva della realtà ma della sua rappresentazione in stili diversi. Il pittore diventa riferimento di se stesso per dedicarsi all’indagine dell’espressività, contenuta nella realtà.

Mark Rothko No. 3 No. 13 MoMA

L’opera di Rothko si pone oltre l’astratto. Si dedica all’indagine non solo per percepire il colore nella sua profonda emozione, ma di porre noi spettatori davanti all’opera, per entrare nell’osservazione della stessa e comprendere ciò che ci rimanda. Non è casuale che molte delle sue tele siano di grandi dimensioni. L’artista desiderava che fossero poste in basso, in modo tale che chi guarda ne sia coinvolto completamente. L’opera di Rothko si può definire arte di ascolto. Non solo osservazione del colore e delle sue infinite velature con cui egli ha costruito le sue opere, ma ascolto del colore e del suo rimando a livello sensitivo ed emozionale.  

Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi 

La mostra a cura di Christopher Rothko, figlio dell’artista ed Elena Geuna, rappresenta un progetto unico, concepito per celebrare il legame speciale tra Rothko e Firenze.

La mostra ripercorre la carriera di Rothko, dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta. Nelle 10 sale della mostra, opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali attraverso oltre 70 opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia. Le sezioni del percorso espositivo attraversano i diversi momenti della ricerca dell’artista, documentando anche la sua relazione con la tradizione artistica italiana. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista, nelle sezioni speciali di due importanti istituti del Ministero della Cultura: il Museo di San Marco, con cinque opere a confronto con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, con due opere in dialogo con lo spazio progettato da Michelangelo.

Il percorso espositivo

Inizia come altri pittori della sua generazione dalla figurazione: nudi, scene urbane, nature morte, ritratti. In questa sala si trovano esempi di questi soggetti, scelti per mettere in evidenza il profondo legame di Rothko con la storia e la tradizione artistica europea. Viene ispirato ai miti dell’antichità: dalla Grecia a Roma fino a Babilonia. Queste narrazioni offrono all’artista una chiave per accedere al mondo dell’inconscio e a stabilire un linguaggio universale con lo spettatore che affronta temi fondamentali dell’esperienza umana. 

Multiforms 

Intorno al 1946 Rothko compie una trasformazione relativamente rapida dal suo stile neo-surrealista a opere che diventeranno note in seguito come Multiforms. Le figure degli anni precedenti si fanno progressivamente più astratte fino a dissolversi del tutto. Le opere del 1946-1947 possono apparire prive di forma, costituite da molteplici campiture irregolari dai colori intensi. I dipinti assumono qualità architettoniche, forse ispirate ai siti dell’antichità greco-romana che l’artista vedrà di persona attraverso i suoi viaggi. Entro la fine del 1949 Rothko dipinge ormai nel suo noto formato classico, di cui No. 3 / No. 13 costituisce un esempio precoce e particolarmente significativo. E’ negli anni ’50 che l’artista definisce la sua maturità artistica. Abbandona i soggetti mitologici e concentra la sua ricerca su un nuovo linguaggio pittorico caratterizzato da rettangoli di colore che fluttuano nello spazio della tela. Il nuovo linguaggio è probabilmente influenzato anche dagli studi sulla percezione visiva di Josef Albers, pittore tedesco e insegnante della scuola Bauhaus, che ha dato imprinting a tanti artisti dell’arte moderna emigrati dalla Germania in America durante l’occupazione tedesca.

Sempre negli anni ’50 Rothko viaggia in Europa. Visita Venezia, Firenze e Roma e conosce meglio l’arte italiana. Gli affreschi di Giotto e di Beato Angelico e la Biblioteca Laurenziana progettata da Michelangelo. Riconosce nei maestri del periodo rinascimentale il senso di equilibrio, dimensione e proporzione che influenzerà profondamente la sua poetica. 

Tra la metà e la fine degli anni Cinquanta la tavolozza di Rothko si fa progressivamente più fredda e attenuata. I rossi accesi e i gialli luminosi degli anni precedenti cedono il posto a verdi e blu profondi, segnando l’inizio di una fase più introspettiva. Il colore sembra rivolgersi verso l’interno, dando vita a un’atmosfera di sospensione e di silenziosa riflessione fino ad arrivare a una tavolozza capeggiata dal rosso scuro, viola e nero. E’ probabile che i templi di Paestum e gli affreschi di Pompei, gli siano di ispirazione. Tra il 1964 e il 1967 Rothko è interamente assorbito dal monumentale progetto di quella che sarebbe poi stata intitolata Rothko Chapel inaugurata a Houston nel 1971 e di cui l’artista non vide l’inaugurazione a causa della sua morte suicida, il 25 febbraio 1970. Nell’ultima sala del percorso espositivo Rothko realizza tre serie di opere su carta di grande formato: alcune in tonalità affini a quelle dei dipinti su tela, altre così scure da richiedere diversi minuti per essere pienamente percepite, altre ancora caratterizzate da lievi e impalpabili velature, prossime ai colori pastello. La gamma cromatica, dominata da azzurri tenui, terre rosate e tonalità color terracotta, richiama una tavolozza di ascendenza quattrocentesca, come se Rothko guardasse a una dimensione arcaica e meditativa della pittura, ridotta all’essenziale. Si tratta di alcune tra le espressioni più intime della sua produzione: opere introverse e silenziose che invitano lo spettatore a un percorso spirituale parallelo a quello dell’artista stesso.

Il percorso espositivo segue al Museo di San Marco e nella Biblioteca Medicea Laurenziana

Sono cinque le opere di Rothko di piccolo formato, realizzate con tecniche diverse e appartenenti a periodi differenti, che dialogano con cinque degli affreschi di Beato Angelico nel Museo di San Marco, che tanto lo avevano ispirato nei suoi viaggi a Firenze (celle 1, 3, 4, 6, 7).

L’artista visitò anche la Biblioteca Laurenziana con il celebre e monumentale Vestibolo di Michelangelo. Fu immediatamente colpito dall’uso dello spazio da parte del maestro rinascimentale, dalla sua capacità di controllare completamente l’esperienza all’interno dell’ambiente e di modificare totalmente la percezione di chi vi entra. A questo proposito scrisse:

«Dopo aver lavorato per un po’, mi resi conto di essere stato influenzato, inconsciamente, dalle pareti del Vestibolo della Biblioteca Medicea a Firenze. [Michelangelo] è riuscito a ottenere proprio quella sensazione particolare che ricercavo: ha fatto sì che i visitatori abbiano l’impressione di essere imprigionati dentro una stanza in cui le porte e le finestre sono murate cosicché non resta loro che sbattere la testa contro il muro per l’eternità».

Nel Vestibolo sono esposti due studi preparatori di Rothko per i pannelli “Seagram Murals”, collocati all’interno dello spazio drammaticamente chiuso che ispirò l’artista. Per concludere, una frase di Mark Rothko che non può che farci riflettere sull’umana esistenza:

“Tutta la singola figura non è in grado con un movimento delle membra di suggerire la propria angoscia per la consapevolezza della morte e l’insaziabile sete di vita che a essa si contrappone. E neppure è possibile vincere la solitudine. Molteplici solitudini si uniscono casualmente in spiaggia, in strada, o nel parco. Solo per formare un tableaux vivant dell’umana incomunicabilità. Non credo che sia mai stata questione di essere figurativi o astratti, piuttosto si tratta di porre fine a questo silenzio e a questa solitudine. Di dilatare il petto e tornare a respirare.”

Info mostra

Tutti i giorni 10.00-20.00 Giovedì fino alle 23.00

I seguenti biglietti non sono validi per le sezioni speciali al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana, che seguono orari di apertura differenti, consultabili sui rispettivi siti web.

Biglietto intero valido per un ingresso alla mostra in data e orario a piacere senza passare dalla biglietteria costo  € 20 e intero in data fissa 15 euro.

Possessori biglietto Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana.

Minori di 30 anni, costo 12 euro
Possessori tessera: ACI, ADSI, AIGU, ARCI, Artsupp Card, bancomat o carta di credito Intesa Sanpaolo, Card Cultura Bologna, CartaEffe, CartaFRECCIA con biglietto le Frecce destinazione Firenze (con data di viaggio antecedente al massimo 5 giorni da quella della visita), Club Treccani, CNA Firenze, Socio Coop, FAI, Rinascentecard, TCI.
Possessori biglietti o abbonamenti: Amici della Musica Firenze, Abbonamento Autolinee Toscane, Casa Museo Ivan Bruschi, Centro Pecci, Collezione Roberto Casamonti, Gallerie d’Italia, Maggio Musicale Fiorentino, Museo Novecento, Museo Ferragamo, Museo Zeffirelli, ORT – Orchestra della Toscana, Pistoia Musei, Teatro della Toscana, Trenitalia con destinazione Firenze (valido per lo stesso giorno della visita), Villa e Giardino Bardini.
Possessori membership card: FAMM, Fondazione Arnaldo Pomodoro, MAXXI, Palaexpo, Pinault Collection, The Social Hub.
Dipendenti Ministero della Cultura.

Ragazzi dai 6 ai 18 anni compresi, costo 5 euro
Possessori tessera: Maggio Card, TT Young Card.
Ogni giovedì dalle ore 18.00: minori di 30 anni, Studenti della Toscana, possessori Carta Giò.

Partner Palazzo Strozzi Dipendenti aziende Comitato Partner Palazzo Strozzi e Gruppo Intesa Sanpaolo, 10 euro

Famiglie Biglietto unico valido per famiglie composte da uno o due adulti (dai 19 anni in su) e almeno un ragazzo dai 6 ai 18 anni (valido massimo per 6 persone) 25 euro

Amici di Palazzo Strozzi, gratuito
Bambini di età inferiore ai 6 anni, persone con disabilità e accompagnatori, giornalisti con tessera professionale previo accredito, guide turistiche con tesserino, Alunni del corso executive Gallerie d’Italia Academy.
Possessori tessera: Firenzecard, Card Sotheby’s Preferred, DB ArtCard, ICOM.
Possessori membership card: Centro Pecci, Collezione Peggy Guggenheim Venezia, Fondazione Luigi Rovati, Fondazione Palazzo Magnani, Fondazione Pistoia Musei, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, MART, Pinacoteca Nazionale di Siena.

Audioguida Visita la mostra a Palazzo Strozzi con la nostra audioguida. Il percorso audio ha la durata di un’ora circa ed è disponibile in lingua italiana e inglese. 4 euro

Prenotazioni

Dal lunedì al venerdì
Dalle 9.00 alle 18.00
Tel. +39 055 2645155
prenotazioni@palazzostrozzi.org

Di Marcella Baldassini

Grafico editoriale e giornalista professionista iscritta all’Ordine nel 1994. Ho curato la veste grafica per numerose riviste di arredamento (Domus, Gioia Casa, Spazio Casa) e settimanali femminili di attualità, gossip e benessere (Gente, Vitality). Da sempre appassionata d’arte, design, e psicologia. Ho lavorato, inoltre, con l’Editoriale Domus, Rusconi Editore - Hearst, Editoriale Jackson e in varie agenzie di pubblicità come visual. Ho collaborato anche con ultimaparola.net e stadio5.it

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