Le Eumenidi per la regia di Serena Sinigaglia

Il 2 ottobre apre la nuova stagione del Teatro di Saronno, firmata dal direttore artistico Chiodi, sceglie non a caso il titolo “Radici”: un programma che guarda alla memoria, alla storia e alle identità, ma soprattutto al futuro

A Saronno il teatro torna a essere uno dei luoghi più vivaci della città. La nuova stagione del Giuditta Pasta, che porta il nome della celebre cantante lirica saronnese, firmata dal direttore artistico Andrea Chiodi, sceglie non a caso il titolo “Radici”: un programma che guarda alla memoria, alla storia e alle identità, ma soprattutto al futuro. Al centro c’è un’idea di teatro come luogo di incontro, di pensiero e di comunità. E dietro questa idea c’è anche la particolare formazione di Chiodi, nato a Varese nel 1979,  laurea in Giurisprudenza con una tesi sulla tragedia greca, sotto la guida della classicista Eva Cantarella. Ma la sua vera formazione teatrale avviene molto presto attraverso l’incontro con Piera Degli Esposti, una delle figure più importanti e originali del teatro italiano. Da allora Chiodi costruisce un percorso sempre più ampio. Lavora con importanti istituzioni teatrali italiane e internazionali, dal Teatro Argentina al Teatro Stabile di Brescia, dal Teatro Regio al Teatro Carcano, dal LAC di Lugano al Teatro Olimpico di Vicenza, fino a importanti realtà estere. Non è dunque soltanto un regista che arriva a Saronno con un proprio curriculum. È un artista che porta con sé una rete di esperienze, relazioni e collaborazioni costruita nel corso di oltre vent’anni. “Radici” non è soltanto un tema curatoriale. È quasi una dichiarazione di poetica. Perché il teatro di Chiodi sembra partire proprio da lì: dalla convinzione che i grandi testi, le grandi storie e i grandi personaggi non appartengano al passato, ma possano tornare a interrogare il pubblico contemporaneo. Accanto a titoli che affrontano temi di forte attualità: dal potere alla guerra, dalla memoria storica alle responsabilità individuali e collettive. È una programmazione che non vuole scegliere  tra tradizione e contemporaneità. Cerca piuttosto di farli convivere. Le radici sono Eschilo e la tragedia greca, ma anche la storia del Novecento; sono i rapporti familiari e le ferite private; sono William Shakespeare e i grandi classici; sono la tradizione dell’attore italiano e, nello stesso tempo, la ricerca di nuove forme di teatro. Le “radici” non sono nostalgia. Sono, piuttosto, un modo per capire il presente. E guardare al futuro.

Ivana Monti e Ambra Angiolini in scena con La reginetta di Leenane

A rendere particolarmente vivace il cartellone è la varietà delle proposte. La prosa porterà a Saronno artisti come Laura Morante, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Ivana Monti, Elio De Capitani, Maria Paiato e molti altri protagonisti della scena italiana. Ci sono produzioni, residenze artistiche, debutti e collaborazioni con importanti realtà teatrali. Il teatro ospiterà inoltre percorsi per bambini, ragazzi e adolescenti, con laboratori che intendono avvicinare le nuove generazioni alla scena. La stagione si apre inoltre con due appuntamenti speciali affidati a Lucilla Giagnoni: il 2 ottobre, nella Chiesa di San Francesco, Francesco e l’infinitamente piccolo, e il 3 ottobre, sul palco del Giuditta Pasta, Sinfonia Fantastica. Due eventi gratuiti, pensati come una vera festa di apertura e come un invito rivolto all’intera città. Tra i primi appuntamenti da non  perder: il 22 ottobre, Eumenidi. Tutta del padre io sono per la regia di Serena Sinigaglia. In scena Arianna Scommegna, attrice di straordinaria intensità, con una lunga esperienza nel teatro di ricerca, insieme a Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin, Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa. Non  è  una semplice rilettura del classico  e  non cerca risposte definitive: apre domande.. Chi stabilisce le regole? Come nasce la giustizia? Da dove vengono i conflitti tra uomini e donne che continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo? Quali forme di potere continuano ad agire, anche quando pensiamo di esserci lasciati il passato alle spalle?

Il Il 5 novembre Laura Morante è  la protagonista del nuovo e intenso spettacolo di Fabio Marra Insieme. Una storia intensa e attuale che mette al centro la fragilità umana e il bisogno di appartenenza, ricordandoci che la vera ricchezza nasce dalla capacità di accogliere l’altro nella sua unicità. Con una sensibilità interpretativa fatta di precisione e profondità, con la sua presenza scenica elegante e magnetica, dà vita a un personaggio materno complesso e profondamente umano, guidando il pubblico in un viaggio emotivo fatto di tenerezza, conflitti e verità scomode.

A destra, il regista e direttore artistico Andrea Chiodi insieme a Marco Lucchetti, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione del teatro Giuditta Pasta di Saronno

Ambra Angiolini , il 3 dicembre, offre un’interpretazione intensa, fragile e furiosa nei panni di Maureen nello spettacolo La Reginetta di Leenane di Martin McDonagh, diretto da Raphael Tobia Vogel. Un thriller psicologico: al centro un rapporto tossico, viscerale e avvelenato dal rancore tra due donne: un’anziana madre manipolatrice e sua figlia quarantenne che ha sacrificato la propria giovinezza per accudirla. Accanto a Scommegna e Morante arriveranno infatti Ottavia Piccolo, Elio De Capitani e Maria Paiato, all’interno di un cartellone che comprende prosa, teatro contemporaneo, musica, danza, spettacoli per famiglie. A completare il quadro c’è l’attenzione alla produzione artistica. Il Giuditta Pasta non vuole essere soltanto uno spazio che ospita spettacoli già realizzati, ma anche un luogo nel quale gli spettacoli possono nascere e svilupparsi. La stagione prevede infatti residenze artistiche, nuove produzioni e collaborazioni con realtà teatrali importanti, rafforzando il ruolo di Saronno all’interno della rete culturale nazionale. La presenza di percorsi come Young Lab, Junior Lab, Teen Lab e Under 30 testimonia la volontà di non limitarsi a portare il pubblico in sala, ma di accompagnarlo alla scoperta del linguaggio teatrale.

La stagione RADICI 2026|27 sembra dunque voler lanciare un messaggio preciso: conoscere ciò che ci ha preceduto non significa restare ancorati al passato, ma trovare gli strumenti per interpretare il presente e immaginare il futuro. E in questo percorso il Teatro Giuditta Pasta conferma la propria vocazione: essere non soltanto un palcoscenico, ma un presidio culturale vivo, aperto . E attirerà sicuramente anche  pubblico milanese, grazie allasua  posizione strategica e alla sua ottima accessibilità. Il  teatro si trova infatti a soli 5 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Saronno e a pochi minuti di auto dall’uscita autostradale di Saronno.

ORARI DI BIGLIETTERIA

  • Mercoledì e sabato dalle 9.30 alle 12.30
  • Nei giorni di spettacolo un’ora e trenta prima dell’orario di inizio dello spettacolo

Tel: 02 96702127

E-mail: biglietteria@teatrogiudittapasta.it

WhatsApp (solo messaggi): 328 667 3487

Nelle serate di spettacolo la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.

Di Cristina Tirinzoni

Giornalista professionista e critico teatrale ha cominciato a scrivere per testate femminili (Donna Moderna, Club 3, Effe, Donna in salute). E' stata poi per lungo tempo redattore del mensile Vitality e del mensile Psychologies magazine e Cosmopolitan, occupandosi di attualità, cultura, psicologia. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Di Parole e Silenzio (Genesi editore, 2026) Come un taglio nel paesaggio (Genesi editore, 2014) e Sia pure il tempo di un istante (Neos edizioni, 2010).

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